giovedì 26 agosto 2010

Da Dossetti e De Gasperi a don Gelmini e Berlusconi: amarezze cattoliche


Guardo sconsolato su 'blob' le immagini della consegna di una Madonna d'oro al Presidente del Consiglio, On. Dott. Silvio Berlusconi, da parte di due uomini di Chiesa, don Pierino Gelmini e un altro prelato - con dignità vescovile - a me sconosciuto. E ascolto, ancor più sconsolato, le parole pronunciate dai medesimi a encomio della virtù del medesimo On. Dott., coincidenti in questo caso con generosi, disinteressati e ripetuti oboli alla fondazione del discusso Pierino. Dunque un Vescovo - spero almeno vicario - e un sacerdote possono donare la santa icona della Madre di Dio (forse questa espressione un po' più ortodossa - mi si perdonerà l'influenza del mio recente mese di vita in Russia - rende meglio l'idea di cosa stiamo parlando), aggiungendovi parole di elogio, a un personaggio che, con tutta la buona volontà, foss'anche il più grande statista dell'universo, non può certo dirsi cattolico. Con l'augurio peraltro che il suddetto la tenga sempre sul suo comodino, magari vicino al ben noto 'lettone' orgiastico mi verrebbe da pensare. Dunque una parte della Chiesa ritiene che pecunia non olet, e che si possa sostenere senza rimorsi di coscienza, anzi premiandolo pubblicamente, un Presidente del Consiglio che finanzia privatamente le attività dell'uno o dell'altro prelato e regala generosi sconti fiscali o esenzioni alle Curie vescovili.

In questo episodio sta a mio avviso un simbolo di quella che da più parti è chiamata 'afasia dei cattolici' in politica (di quella dei socialisti parlerò magari più avanti), la totale incapacità di indicare una via dei cattolici nell'agire politico. Si è dovuti arrivare all'indecenza dell'affaire Boffo per suscitare le sempre più dure prese di posizione di 'Famiglia Cristiana' e qualche timido richiamo della CEI, e financo del Papa. Perchè il voto cattolico è sostanzialmente ininfluente? Perchè nè la Chiesa, nè alcun partito italiano indicano una visione cattolica - o semplicemente cristiana - del mondo, troppo impegnata la prima a difendere alcuni inaccettabili privilegi e a trattarne di ulteriori, i parlamentari a brandire la loro identità cattolica come un'arma utile a mantenere o conquistare posizioni correntizie. Da qui l'arretramento della Chiesa a una battaglia tutta dogmatica sui soli temi 'etici' - giacchè su altro, visto il livello di complicità col potere, non può parlare -, e il pullulare di politici cattolici (veri o falsi, come i celeberrimi 'atei devoti' alla Giuliano Ferrara, sinceri o ipocriti, come i vari amanti di piccanti festini) che marcano la loro identità sempre e soltanto in chiave squisitamente correntizia, anche nel mio Partito, il Pd. Vedo peraltro qualche timido segnale di risveglio soltanto nella Chiesa, e devo ovviamente ricordare come ci siano comunque anche nel Pd encomiabili casi di diverso comportamento, anche a livello locale.

Poi, per rinfrancarmi, rileggo l'interessante libro pubblicato quest'anno su Giuseppe Dossetti politico e monaco (Paradiso - Fragnelli, 'Giuseppe Dossetti - sentinella e discepolo', ed. Paoline), e a seguire l'intervento del Prof. Traniello nel paese natale di Alcide de Gasperi in occasione del 56° anniversario della morte dello statista trentino, inviatomi dal sempre attento amico Federico Manzoni. Leggo e trovo quel che andavo cercando. Una visione cattolica del mondo. Una profonda coerenza nel pensiero e nell'agire. Una propensione al dialogo propria di chi ha idee forti e ben chiare, da confrontare seriamente e proficuamente con l'altro. Solo chi non ha nulla da proporre si risolve sempre al muro contro muro, all'insulto, all'arroganza.
Due personaggi diversi, il Dossetti da Cavriago (l'unico paese in Italia dove resista, dal 1921, un busto di Lenin in piazza...) e il De Gasperi da Pieve Tesino, nato sotto l'Impero Asburgico di cui fu anche Deputato. A Bisanzio avrebbero incarnato le figure del monaco intransigente da una parte, rivoluzionario e un po' folle forse nella sua coerenza, e dell'Imperatore pragmatico e un po' cinico, ma sincero e devoto. In Italia hanno incarnato due anime del mondo cattolico, a volte confliggenti fra loro, che hanno saputo però costruire l'Italia repubblicana fondandola su alti ideali. Non a caso è stato principalmente il dialogo fra questi cattolici 'forti' e l'autorevole blocco social-comunista a creare il capolavoro della Costituzione. Si veda la netta distinzione Stato-Chiesa propugnata da Dossetti, alla Repubblica fondata sul lavoro, ai diritti 'inviolabili' (aggettivo dossettiano), al fine del lavoro che non è mero incremento del patrimonio, bensì attività volta 'allo sviluppo economico e culturale, o morale o spirituale della società' (testo su cui si realizzò l'accordo Dossetti-Togliatti, leggermente diverso da quello definitivo), le paure di Dossetti per una DC schiacciata in un'ottica anti-comunista e conservatrice, e che dunque abiuri al suo ruolo riformatore cattolico, come testimoniato dalla vicenda del referendum sul divorzio, che fa scrivere a Dossetti, profeticamente, 'solo una destra nazionale (...) pienamente espressiva di una società secolarizzata potrà essere più forte di questa DC in declino: ma i cattolici allora saranno ridotti (...) come i partiti laici minori con la DC di De Gasperi'. E ancora i timori su un ordinamento repubblicano troppo 'debole', su uno Stato ' agnostico e insufficiente' contro cui verrà chi vorrà nuovamente uno Stato forte e volitivo, insomma la paura ancora una volta profetica di una democrazia populista, in cui prevalga l'appello a 'mozioni istintive e impulsi emotivi' che ridurranno 'il consenso del popolo sovrano a un mero applauso al Sovrano del popolo'. E dopo Dossetti De Gasperi, l'uomo risoluto che pure, contro il parere di Dossetti e di altri democristiani, porterà l'Italia nella NATO, dopo aver rotto nel '47 il governo di coalizione DC-PSI-PCI e aver portato alla vittoria la DC nel '48. Il De Gasperi della coerenza nella visione politica, che cita Dante in chiave 'pacifista' nel Parlamento asburgico, che accetta, come gli altri del PPI, il supporto al primo Governo Mussolini ponendo però una serie di (illusori, ma questo è un altro discorso) paletti, il De Gasperi che imprime con forza la rotta alla DC e al Governo repubblicano, ma auspica nel contempo il dialogo con il PSI in una chiave innovativa e 'costituzionale' che avrebbe potuto imprimere alla storia repubblicana ben altro corso ('Sì, lo confesso, volevo specialmente la collaborazione con i socialisti temperati (...) Certo, io penso anche oggi che per l'Italia sarebbe una fortuna se si potesse costruire, accanto alla DC, una democrazia dirò così laica, una democrazia socialista, in modo che le due forze potessero nei momenti più critici della nazione dare il senso dell'equilibrio e della difesa dei principi sociali, considerandoli nella civiltà cristiana').
Anche qui un'alta visione del ruolo dei cattolici in politica, e di cosa sia la politica cristiana.
Oggi avremmo bisogno di questo spirito. Finchè la Chiesa cattolica, e i politici che vogliono richiamarsi al suo alto magistero, non rimetteranno al centro del loro agire una visione politica autonoma e forte sulla società e sul mondo, temo che continueremo a vedere scene come quelle del don Pierino, e a navigare in un sistema politico indistinto che non porterà a nulla di davvero interessante. Finchè i cattolici nel Pd non capiranno che loro dovere (ripeto: parlerò più avanti dei socialisti) è portare nel Pd un'idea cattolica del mondo da confrontare e da fondere con altre idee e visioni, e non reclamare posti o correnti alla 'rappresentanza' cattolica, il Pd sarà sempre allo stadio precedente al 'confronto' (non parliamo della fusione), ossia quello dell'indistinto e dell'afasico. E dunque sarà sostanzialmente inutile e forse dannoso, tal quale lo percepisce anche gran parte dell'elettorato. Il momento sarebbe buono, con la crisi del ventennio berlusconiano e un'inedita crisi economica che chiama in causa le strutture del mondo che abbiamo abbracciato piuttosto acriticamente. L'URSS e Stalin, che immobilizzavano il dialogo col PCI, non ci sono più. Mancano, temo, i De Gasperi, e non parliamo dei Dossetti...

2 commenti:

Matteo Carrera ha detto...

tommy, sei finito diretto nei miei link, quando aspettavi a dirmi che avevi un blog, mica mi ero accorto!

Tommaso Gaglia: il tommy ha detto...

Ahah, convinto che lo sapessi! Purtroppo è un blog cui dovrei dedicare molto più tempo, cmq come vedi ogni tanto scrivo qualcosa. Era partito come informazione solo per la Circoscrizione Ovest, ma visto che in tal sede raramente succede qualcosa degno di nota ora sto cercando di ampliare il respiro con gli ultimi due post.